Startup innovative: tutto quello che devi sapere prima di cominciare

In coda a questo post puoi scaricare il quinto capitolo del mio libro Startàppati. Questo capitolo affronta il tema dei motivi per cui si può iniziare un viaggio, approfondendo quello della “scoperta”, coerente con l’atteggiamento dell’esploratore, il tuo. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a iniziare il tuo viaggio?

Anche le tue possono essere molteplici, ma, sicuramente, la possibilità di fondare una startup di successo, nel tuo caso, è una delle principali. Come misurare il successo ottenuto? Certamente la “reputation” della tua iniziativa, il numero dei tuoi clienti e i ricavi che poterai a casa, sono variabili in base alle quali valutare la tua affermazione, ma anche gli investitori che finanzieranno la tua business idea sono un buon proxy del tuo successo.

In questo capitolo, che puoi scaricare gratuitamente con la formula del paywithatweet, ho affrontato le diverse fasi del processo di acquisizione della tua startup da parte delle diverse tipologie di investitore, dal primo contatto alla fase di “due diligence”, che potrebbe concludersi con la firma del contratto di investimento e dei patti parasociali, ovvero le regole in base alle quali gestirai la tua Impresa Nuova.

Infine, ho affrontato il tema della valutazione della tua startup con l’obiettivo non solo di fornirti delle linee guida per orientarti, ma anche per conoscere le criticità connesse a questo momento essenziale del tuo viaggio.

Se invece preferisci comprare l’ebook lo trovi nella pagina del sito dedicato al libro.

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Come trovare il co-founder e gli investitori giusti

Viaggiare da soli ha il suo fascino, ma il tuo viaggio non sarà una traversata oceanica in solitaria. Quello della Startup è un viaggio che si fa in compagnia e scegliere i giusti compagni di viaggio è sicuramente un’attività da svolgere con cura. Oltre alla passione che dovrà accompagnarti per tutto l’itinerario, dovrai prestare attenzione a selezionare con giudizio i tuoi cofounder e gli altri membri del tuo team.

Non basta, però. Avrai bisogno di soldi e non pochi per concludere il tuo viaggio. Non saranno sufficienti quelli che ti daranno, se sarai fortunato, i tuoi genitori. Nello Star–tàp–System i così detti “investor” sono quella specie umana – nel tuo caso divina – che ti darà l’opportunità di trovare le risorse economiche necessarie a finanziare la tua “spedizione”.

Sapere che non devi considerare gli “investor” con cui entrerai in contatto come i tuoi migliori amici è sicuramente utile, ma non basta. Per trattare al meglio con loro e poterne sfruttare, in maniera ecologica, tutte le potenzialità, qualcosa in più dovrai sapere. Nel quarto capitolo di Startàppati, oltre a presentarti le diverse tipologie di investor dello Star–tàp–System, ho cercato di spiegare “quando” e “perché” possono esserti utili e qual è il loro punto di vista, elemento essenziale per avviare rapporti fruttuosi.

In allegato a questo post trovi il quarto capitolo del mio libro. Il download è gratuito. L’unica cosa che ti chiedo è condividere su Twitter o Facebook con Paywithatweet, uno strumento che ti permette di scaricare il PDF “pagando” con un tweet o condividendo su Facebook. Clicca qui sotto e scegli “paga con un tweet” o “con un post su Facebook”. Simpatico, no? Io ti regalo un pezzo del mio libro e tu mi aiuti a diffonderlo. Spero ti piaccia, aspetto i tuoi feedback. E stay tuned, nei prossimi giorni ti regalerò un nuovo capitolo.

Se invece preferisci comprare l’ebook lo trovi nella pagina del sito dedicato al libro.

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Flip Startup fra santi ed esploratori

Qual è il giusto atteggiamento da adottare durante tutto il viaggio che ci porta dal nulla a una startup? L’assetto di viaggio che sono convinto sia meglio adottare è quello dell’esploratore che, con coraggio e intelligenza, sfida il territorio sconosciuto che si accinge ad perlustrare.

Nel pensare a questa figura mi torna in mente il Ignazio di Loyola, fondatore dell’Ordine dei Gesuiti. Prendendo spunto da lui, direi che per fare una startup serve un atteggiamento fatto di consapevolezza, spirito d’iniziativa, eroismo e amore per la tua stessa avventura.

Dopo aver analizzato le motivazioni che ti hanno spinto a intraprendere il tuo viaggio, credo sia necessario conoscere l’approccio Lean Startup, una metodologia che ti aiuterà per indirizzare la tua attività nei prossimi mesi, con l’obiettivo di realizzare un “prodotto – servizio” di successo, evitando di sprecare soldi ed energie preziose.

In allegato a questo post trovi il terzo capitolo del mio libro Startàppati. In questo capitolo affronto i temi di cui sopra, concludendo con una variazione dell’approccio Lean Startup, idoneo a condurre le così dette Flip Startup, quelle imprese nuove il cui obiettivo è ottenere in breve tempo una “exit”, realizzando un “prodotto – servizio” che potrebbe essere acquisito da una grande azienda.

Con Startàppati ho provato a raccontare la mia esperienza e magari ti potrebbe tornare utile la lettura. L’unica cosa che ti chiedo è condividere su Twitter o Facebook con Paywithatweet, uno strumento che ti permette di scaricare il PDF “pagando” con un tweet o condividendo su Facebook. Clicca qui sotto e scegli “paga con un tweet” o “con un post su Facebook”. Simpatico, no? Io ti regalo un pezzo del mio libro e tu mi aiuti a diffonderlo. Spero ti piaccia, aspetto i tuoi feedback. E stay tuned, nei prossimi giorni ti regalerò un nuovo capitolo.


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Quattro cose che nella tua startup non possono mancare

Credo ci siano quattro caratteristiche fondamentali che ogni startupper deve avere. Siccome va di moda semplificare tutto, ho cercato di organizzare tutte le cose importanti per chi lancia (o si lancia in) una nuova impresa in quelle che ho chiamato quattro cì, o meglio 4C.

Conosci bene il tuo strumento

Come in una jazzband, ogni musicista deve essere un tutt’uno con il proprio strumento, ovvero quello per cui diventerà un punto di riferimento nel team.

Conosci le emozioni degli altri

Non collezionare business card, ma cerca di capire come le persone che conosci vedono il mondo, quello che sanno e come ti possono essere utili. Per riuscire a fare questo è necessario saper ascoltare, parlare ed entrare in empatia con gli altri e imparare a parlare in pubblico. Per riuscirci però devi cominciare a lavorare bene insieme agli altri. Cosa cambia farlo in jazz? Attenzione non solo a ciò che vedi ed è evidente, ma anche alle emozioni generate negli altri dalle tue parole e dalle tue azioni.

Conosci i tuoi limiti

Cerca di individuare i tuoi punti di forza e i tuoi limiti attuali. Sono queste cose che ti aiuteranno a diventare eccezionale. Per raggiungere questo tipo di conoscenza devi dare spazio alle tue emozioni, quelle che il più delle volte non sai riconoscere e che però guidano il tuo comportamento, molto più di quanto tu sia disposto ad ammettere. Conoscere te stesso vuol dire portare al massimo attenzione e capacità di decidere come comportarsi. Per esempio puoi cominciare a ridere su cose che ieri ti facevano dare di matto, consumando inutilmente le tue energie.

Culo (che ti devi fare)

Impegno, fatica e persistenza nell’utilizzare al meglio le altre 3C per dar vita alla performance jazz perfetta, ossia quella della tua band. Il culo, inteso come fortuna, è altrettanto fondamentale, ma quello arriva solo e solamente se schiodi il culo, inteso come sedere, dalla sedia e cominci, appunto, a farti il culo.

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La leadership è un’arte, non una scienza

La leadership nelle organizzazioni 2.0 è più un’arte che una scienza. Saper improvvisare e avere un approccio positivo nei confronti dell’errore vissuto come elemento di innovazione e creatività oggi è vitale.

Il leader di un’impresa così come di una startup deve essere un facilitatore, un coach capace di guidare il gruppo alla scoperta delle proprie risorse e dei talenti di ognuno per creare la melodia del business di domani.

Dopo aver studiato come applicarere la filosofia jazz al mondo delle nuove imprese, o startup, mi sono chiesto se questo approccio non si possa declinare anche su quella che è la principale caratteristica dell’imprenditore: la leadership. Sta tutto nella singola parola: un imprenditore deve essere capace di guidare un’impresa e questo non significa altro che far suonare alla propria band la musica migliore. Che, a mio parere, è il jazz.

Sul concetto di improvvisazione come regola guida verso il successo mi son già soffermato, così come sulle caratteristiche del team perfetto. Sul tema della leadership, che affronto anche nel mio libro Startàppati, tornerò martedì 17 dicembre nel corso di una lezione-concerto presso Informale (Via Dei Cerchi 75, Roma, ore 19, ingresso gratuito).

Si tratta del secondo di una serie di incontri chiamati aperAttivi, aperitivi dedicato alla formazione informale per manager del futuro, delle lezioni per giovani che vogliono imparare di più su se stessi e sul mondo che cambia. Vi aspetto e se non potrete esserci continuate a seguirmi che poi vi condividerò i miei appunti.

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Un dignitoso pareggio

valueprop Un dignitoso pareggio

Ho iniziato a scrivere Star-tàppati perché dopo anni di impresa alle spalle e qualche investimento andato a buon fine ho pensato di avere anche io qualcosa da dire a proposito. Qualcosa che ho imparato da mio nonno, da alcuni zii e da altre persone più esperte di me nel corso di questo viaggio che mi ha portato a essere, come si dice oggi, uno startupper seriale e allo stesso tempo un business angel. Io, a dire il vero, mi considero un imprenditore e basta.

Sulle Startup la vedo un po’ come Oscar Wilde: “_La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha_”. Per questo motivo mi disturbano sia l’entusiasmo che pullula all’interno dell’ecosistema italiano sia il pessimismo dei politici catastrofisti. Puoi creare Facebook o fallire miseramente, ma come dice Konstantino Kavafis in Itaca:

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Quando crei una nuova impresa ci sono tre possibilità:

  • fantastica vittoria;
  • sonora sconfitta;
  • dignitoso pareggio.

Le Startup che sono finite anzitempo sono molte di più di quelle che ce l’hanno fatta, ed è forse più utile interrogarsi sul perché questo accada e come trasformare una sconfitta in un’opportunità per migliorare piuttosto che sognare appresso a qualche mito.

Un dignitoso pareggio significa creare un’impresa capace di camminare sulle proprie gambe e cambiare in meglio la tua vita e quella dei tuoi compagni di viaggio.

Questo, insieme alla filosofia jazz applicata alle nuove imprese, sono i miei cavalli di battaglia. Se ti piaccono e li condividi, ti invito a scaricare il primo e il secondo capitolo del mio libro (sono gratis a patto che tu li condivida sui tuoi social), rispettivamente dedicati alla formula del viaggiatore e al team building.

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Business model e qualità personali
di cui uno startupper non può fare a meno

struttura del bmc Business model e qualità personali <br> di cui uno startupper non può fare a meno

il modello del business model canvas

Ogni viaggio può essere classificato rispetto alle principali variabili che lo caratterizzano. Tutti i viaggi, infatti, hanno di solito una destinazione, un mezzo, una durata e una motivazione.

Nel viaggio che ti appresti a iniziare, è importante non solo conoscere quali sono le tue variabili, ma anche essere pronto a modificarle lungo il tragitto. Quello della startup è un itinerario pieno d’imprevisti e la tua capacità di adattamento è fondamentale per prevenire brutte sorprese.

Per ogni viaggio è necessario disporre di strumenti utili ad orientarsi, soprattutto quando ci si perde. Nel tuo caso gli strumenti a tua disposizione sono principalmente due: il Business Plan e il Business Model. In questo capitolo del mio libro approfondirai la conoscenza di queste due tecniche di orientamento, imparando “quando” e “come” farne uso, evitando di sprecare energie preziose.

Infine, durante ogni viaggio è necessario avere a disposizione delle provviste. Quali sono quelle di cui hai bisogno durante il tuo viaggio? I soldi sono, sicuramente, una provvista essenziale, ma è sufficiente? Se non riempirai il tuo “zaino” di altri elementi, i soldi da soli non basteranno a rendere fruttuoso il tuo viaggio.

Hai bisogno di qualità personali che solo tu puoi trovare e coltivare. Alla fine di questo capitolo, troverai la descrizione di quelle di cui, secondo me, non puoi farne proprio a meno.

In allegato a questo post puoi scaricare gratuitamente il secondo capitolo del mio libro Startàppati. Ho provato a raccontare la mia esperienza e magari ti potrebbe tornare utile la lettura. L’unica cosa che ti chiedo è condividere su Twitter o Facebook con Paywithatweet, uno strumento che ti permette di scaricare il PDF “pagando” con un tweet o condividendo su Facebook. Clicca qui sotto e scegli “paga con un tweet” o “con un post su Facebook”. Simpatico, no? Io ti regalo un pezzo del mio libro e tu mi aiuti a diffonderlo. Spero ti piaccia, aspetto i tuoi feedback. E stay tuned, nei prossimi giorni ti regalerò un nuovo capitolo.

Allegato al post Essere uno startupper significa trovarsi sempre in viaggio trovi il primo capitolo del libro.

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La mia banda suona il jazz

Nell’evento jazz la band è l’insieme delle persone che, partendo da tracce di melodia prese da uno spartito del Fake Book (il business model), come bambini si divertono a suonare insieme, contribuendo ognuno al risultato finale, alternandosi nel ruolo di solista e accompagnatore. Per fare in modo che questo atteggiamento permei la tua azienda ha bisogno di tre cose:

  • Talenti in crescita: non ti basta selezionare i migliori professionisti perché facciano parte del tuo team, devi anche riuscire a trattenerli con te, offrendo loro opportunità per soddisfare le proprie ambizioni e per crescere, come persone e professionisti. Come farlo? Dando importanza ai valori in cui credono i giovani talenti: poche regole e libertà di esprimersi. Lasciare libertà in fase di esecuzione è importante, ma ricorda senza grande disciplina non è possibile trovare la vera libertà dell’estro.
  • Giocare in … sieme: significa “passarsi bene la palla” e “vincere insieme”, alternandosi nel ruolo di solista e di accompagnatore, perché il contributo di tutti è necessario, anche se nessuno può essere indispensabile. Per riuscirci è necessario condividere sempre, con tutti i tuoi compagni di viaggio, gli obiettivi dell’azienda, spiegando come sia interesse di tutti conseguirli, rendendo ognuno consapevole del proprio contributo al loro conseguimento.
  • Fiducia in rispetto: nel tuo team tutti devono coltivare la fiducia nelle competenze e nella lealtà degli altri componenti, condividendo regole comuni di rispetto reciproco, sia sotto il profilo personale che professionale. Come farebbe un jazzista a suonare insieme a persone che non stima e con cui non si diverte? L’informalità è un fenomeno crescente nel mondo degli affari, sia perché gli ambienti informali sono più produttivi, sia perché ci si vive meglio. Ed è nell’informalità, la stessa che crea l’improvvisazione Jazz, che un clima di rispetto si viene a creare, favorendo la diffusione della fiducia.
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Essere uno startupper significa trovarsi sempre in viaggio

Ogni Viaggio, prima di iniziare, ha un periodo più o meno lungo di preparazione.

Alla stessa maniera il mio libro, che parla del tuo Viaggio in Startup, ha un capitolo che puoi considerare di avvicinamento al momento della partenza.

Come prepararti a quel momento? Facendo attenzione ai tuoi stati d’animo: dall’eccitazione allo smarrimento, superando gli attimi di perplessità, capendo che sono necessari e accettandoli. Perché? Partire comunque, nonostante le tue emozioni e il loro alternarsi è una buona prova. Ti servirà, una volta partito, per continuare il tuo Viaggio comunque, a prescindere dalle emozioni che proverai. Le emozioni, le tue e quelle dei tuoi compagni di Viaggio sono importanti, ma non possono essere loro, da sole, a decidere il tuo itinerario, così come quando sarà giunto il tempo di concludere il tuo percorso.

Sempre gradualmente, entrerai in contatto con il tuo Viaggio in Startup, capendo non solo cos’è questa “nuova creatura” a cui darai vita ma, anche, perché il tragitto che “esplorerai” nei prossimi mesi sarà diverso dai molti altri che potresti percorrere, all’interno di aziende, grandi o piccole, già avviate.

Ti servirà saper improvvisare come un jazzista.

In allegato a questo post puoi scaricare gratuitamente il primo capitolo del mio libro Startàppati in cui affronto tutti i temi che dovresti passare in rassegna prima di iniziare una startup. Ho provato a raccontare la mia esperienza e magari ti potrebbe tornare utile la lettura. L’unica cosa che ti chiedo è condividere su Twitter con Paywithatweet, uno strumento che ti permette di scaricare il PDF “pagando” con un tweet o condividendo su Facebook. Clicca qui sotto e scegli “paga con un tweet” o “con un post su Facebook”. Simpatico, no? Io ti regalo un pezzo del mio libro e tu mi aiuti a diffonderlo. Spero ti piaccia, aspetto i tuoi feedback. E stay tuned, nei prossimi giorni ti regalerò un nuovo capitolo.

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Una startup è improvvisazione pura!

L’Improvvisazione è la procedura creativa con la quale i musicisti sviluppano, in maniera estemporanea, un tema musicale predefinito. Il Jazz stravolge la pratica dell’improvvisazione: gli spartiti stessi sono solo canovacci di accordi e melodie principali, oppure non esistono proprio. Ciò che dà senso a una esecuzione è la “creazione estemporanea”. Per affrontare e risolvere gli innumerevoli imprevisti che ogni startupper si trova ad affrontare servono tre abilità:

  • Tecnica in libertà: capacità condividere poche regole, lavorando sulle tue competenze e su quelle del team. Perché si produca l’improvvisazione perfetta nel Jazz, come per la tua startup, ci vuole tecnica, tecnica e soprattutto tecnica. Servono solide competenze nel tuo ambito di attività e capacità di comprendere tutti gli aspetti che consentono ad un’impresa di andare avanti. E poi serve la creatività necessaria a reagire davanti agli imprevisti.
  • Presenza in consapevolezza: attenzione a quello che dici e fai, come a ciò che dicono e fanno gli altri componenti del tuo team, cercando di anticipare le possibili reazioni, tenendo conto anche delle sfumature della sfera emotiva. Tutti parlano di business model oggi. Per me il business model va considerato come un testo del Fake Book su cui improvvisare ascoltando le emozioni del pubblico. Essere attento significa chiudere gli occhi e ascoltare. Percepire i segnali da ciò che cerchi, come un pipistrello.
  • Curiosità in coraggio: il piacere di esplorare per trovare il nuovo senza temere di sbagliare, perché nella vita l’errore è contemplato e assumersi rischi misurati è preferibile al non fare nulla. In termini jazz, significa aprirsi al nuovo, ascoltare anche il genere concorrente, senza paura di contaminarsi e di contaminare, per raggiungere il successo di pubblico. Ci vuole coraggio nel cercare nuove vie, prendendo i dovuti rischi. Lo stesso atteggiamento che la Band e i suoi membri assumono durante l’Improvvisazione. Nel Jazz funziona così: le altre Band, con cui si concorre a vincere un premio o per guadagnare gli applausi del pubblico, non sono avversari da sconfiggere, ma coprotagonisti del grande evento, che comprende la performance di tutti.

Ovviamente tutte queste cose le capisci meglio se hai appreso il concetto di startup in Jazz che ho fatto mio.

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